PSA marcatore del cancro alla prostata

Prostata ripristino del flusso sanguigno

Test del PSA per diagnosticare il cancro della prostata: qual è la reale utilità di questo esame a livello preventivo? È affidabile o piuttosto limitato? Il PSA è conosciuto come marcatore del cancro alla prostata: va dosato o no? Il problema si presenta proprio parlando di screening di massa, in ambito di diagnosi precoce. Gli elementi a disposizione in questo momento non sono sufficienti a giustificare che questo marcatore entri a far parte degli esami di routine preventivi consigliati dal Servizio Sanitario Nazionale, come ad esempio il pap test o la ricerca del sangue occulto nelle feci.

Il perché è da ricercarsi nella scarsa affidabilità del test con la presenza di falsi positivi e falsi negativiche potrebbe richiedere ulteriori accertamenti invasivi come biopsie prostatiche reiterate e situazioni di ansia da parte del paziente. Esiste anche il problema del riscontro di malattie che potrebbero non avere una evoluzione nel tempo: la peculiarità del cancro della prostata è di essere molto frequentesoprattutto in una certa fascia di età sopra i 70 annima con una mortalità attorno al 6 per cento pari ad un PSA marcatore del cancro alla prostata rispetto alla frequenza.

Prima che sia istituito uno screening di massa occorre dimostrare il vantaggio sulla sopravvivenza e in questo momento i dato sono del tutto equivoci.

Nei pazienti che hanno un alto rischio di sviluppare il cancro della prostata: gli afro-americani e chi ha una predisposizione eredo-famigliare di questa patologia. In questi casi lo screening va anticipato PSA marcatore del cancro alla prostata è ragionevole dosare il PSA dopo i 40 anni. Il PSA è invece utilissimo nel controllo dei pazienti che hanno avuto una terapia per il tumore. Dato per scontato che il paziente deve essere informato sia dei pro sia dei contro derivanti dal dosaggio periodico di un marcatore aspecifico come il PSA, è ragionevole consigliare di eseguire il test tra i 50 e i 72 anni.

Dopo tale età non vi è alcuna ragione per continuare con lo screening. Richard Ablin, lo scopritore del PSA, ha preso una chiara posizione a riguardo. Tali affermazioni fanno meditare. PSA marcatore del cancro alla prostata lo screening possono essere cooptati anche quei pazienti che hanno una malattia a basso rischio per la quale magari non sarebbero mai morti.

Questa è la ragione per la quale, in mancanza di dati inequivocabili circa la riduzione della mortalità da cancro di prostata nel gruppo di soggetti studiati, non è scientificamente corretto candidare tutta la popolazione maschile a tale valutazione di massa.

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